Press "Enter" to skip to content

Mandrake Som, il mago del berimbau che portò a Magliano la bossa nova

Memories. Un live al Teatro parrocchiale che fece epoca ed aprì la stagione della musica alternativa a Magliano. Eppure l’ospite non doveva essere il percussionista brasiliano

E pensare che quel sabato 28 di marzo del 1981, al teatro parrocchiale, Ivanir do Nascimento, in arte Mandrake Som, non doveva esserci. Prima di lui era stato contattato il più famoso Irio de Paula. Ma per un caso del destino, quella sera era già occupato. E lui stesso poi avrebbe indicato nel suo amico un valido sostituto. Noi dell’allora Centro di ricerca musicale, dovemmo “accontentarci”, per così dire.

Un gruppo di future star della musica jazz

Naturalmente, come accade quasi sempre, la cosiddetta seconda scelta fu superiore di molto alle aspettative. Il buon Mandrake, un percussionista, all’epoca si faceva accompagnare da giovani musicisti jazz, poco conosciuti ma bravissimi. C’era Umberto Fiorentino chitarrista dotato di grande tecnica, nel suo curriculum figurano collaborazioni con Pietropaoli, Boltro, De Castri, Rea, Gatto, Fresu, artisti internazionali come Palle Daniellson, Mike Stern, Vinnie Colaiuta, E poi nove dischi a suo nome e vari premi come strumentista solista e in gruppo con i Lingomania.

Il manifesto del concerto di Mandrake Som al Teatro parrocchiale di Magliano Sabina.

Sul palco un pianista di soli 16 anni: Sandro Arzilli

Che dire poi di Gianfranco Gullotto al contrabbasso, docente storico di tutti i bassisti romani, nella famosa scuola di musica Saint Louis? Claudio Rizzo alla batteria, negli anni 80 avrebbe suonato con musicisti del calibro di Chet Baker, Bob Mintzer, Mal Waldrom, Tony Scott, Arbore con quelli della notte, attualmente è uno dei responsabili artistici della Rai. Infine il pianista, Sandro Arzilli, che all’epoca aveva 16 anni! Un talento mostruoso e un gusto sopraffino mentre accarezzava il Rhodes famoso piano elettrico. Purtroppo qualche anno dopo se ne andò via, nel sonno, dolcemente, a soli 21 anni.

Un concerto pieno di scoperte ed esecuzioni indimenticate

Ma dicevamo del concerto, io e Toni Avenoso eravamo al mixer e registrammo su bobina tutta la serata, anche perché come CTF group avevamo suonato come gruppo di supporto. Bisogna dire che a distanza di anni, Mandrake si ascolta piacevolmente. Vuoi perché il repertorio classico bossa-nova, arrangiato jazz, è sempre attuale, vuoi perché gli interpreti sono dei maestri. Per i maglianesi fu una piacevole serata – ci fu chi si comprò l’LP di Mandrake – accompagnata anche dalla “scoperta” di uno strumento per alcuni sconosciuto: il berimbau.

Il berimbau, strumento brasiliano a percussione.

Il nome da un celebre fumetto americano

A proposito, sapete il perché del nome Mandrake? È semplice per gli appassionati di fumetti americani perché è il nome del personaggio principale di tutta una serie. Lo raccontò quella stessa sera Mandrake in persona (il musicista, si intende) e con molta ironia. Gli venne affibbiato dal compianto Maestro Simonetti durante una trasmissione in Brasile nel corso della quale impersonava proprio il protagonista del fumetto: il Mago Mandrake.

Un musicista straordinario scomparso a soli 53 anni

Naturalizzato italiano dagli anni Cinquanta, Mandrake ha lavorato tra gli altri con personaggi come Chico Buarque de Hollanda, Gato Barbieri, Enrico Rava, Perigeo, Francesco Guccini, De Paula. Ci ha purtroppo lasciato nel 1988, a soli 53 anni. Sette anni dopo quel memorabile concerto che aprì la stagione della musica alternativa a Magliano e che segnò un’epoca per almeno un paio di generazioni di appassionati di musica. Molti di loro custodiscono ancora, e gelosamente, la locandina stampata dalla Tipografia Urbanetti per quell’evento. Per non dire chi rispolvera il vinile a 33 giri acquistato all’epoca e chiudendo gli occhi ricorda quella bellissima serata di musica e ritmo.

newsletter – settembre 2022