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È scomparso Reza Hafez Taghva, medico e maestro di karate amato da tutti

MAGLIANO SABINA – “La sua voce risuonerà per sempre dalle mure del palazzetto dello sport”. Il messaggio di cordoglio della Polisportiva Maglianese per la morte di Reza Hafez Tahgva ha rappresentato forse, più di molte altre parole, ciò che il medico e maestro di karate di origini persiane ha lasciato a Magliano Sabina. Il 28 maggio la notizia della scomparsa di Reza, a soli 61 anni, ha colpito una comunità intera che lo aveva accolto, visto crescere e apprezzato il suo carisma e la sua personalità.

Reza era arrivato a Magliano agli inizi degli anni ‘80 dopo il fratello Khosro, che si era trasferito in Italia già dagli anni ‘70. Ci mise poco a farsi amare dai coetanei e concittadini. Iniziò a studiare Medicina dopo aver prestato servizio militare nella guerra tra Iran e Iraq. A Magliano, nel 1986, portò il karate. Da allora e fino alla sua scomparsa è stato il maestro di centinaia e centinaia di allievi di almeno quattro generazioni, alcuni dei quali portati fino alla cintura nera e diventati maestri a loro volta. Le lezioni di Reza erano qualcosa di magnetico, anche i ragazzini che aspettavano sui gradoni del palazzetto l’allenamento di calcio, pallavolo o tennis ne rimanevano rapiti. Aveva un carisma unico che trasmetteva ai suoi allievi e non solo.

Reza spesso si intratteneva anche con i ragazzini del calcio o della pallavolo: una battuta, l’immancabile sorriso poi il saluto cordiale. I suoi allievi lo adoravano e per rendersene conto basta leggere le centinaia di messaggi commossi pubblicati sui social poco dopo la sua morte. Era sposato con Noemi Nori dalla quale ha avuto una figlia.

Un uomo di sport e un medico stimato. Aveva fatto tirocinio all’ospedale di Magliano dove poi aveva assunto per un po’ di tempo anche il ruolo di guardia medica. Poi il lavoro lo aveva portato a Viterbo dove negli anni si era fatto apprezzare come uno scrupoloso, preparato e disponibile medico di famiglia specializzato nelle malattie del fegato.

Reza era rimasto sempre legato a Magliano e ai primi amici italiani con i quali passò le prime serate spensierate, ma pure i giorni più impegnativi, parlando degli studi, del karate, della guerra in Iran e della sua Persia. È ricordato come un uomo con una personalità forte, ma con gli amici diventava scherzoso e brillante, di un’intelligenza e ironia fuori dal comune. Con la comunità maglianese il rapporto era speciale e lo si è dimostrato il giorno del funerale, il 2 giugno, quando in tanti hanno affollato la Cattedrale per dare un ultimo abbraccio a quel ragazzo arrivato dalla Persia che aveva Magliano nel cuore e che rimarrà per sempre nel cuore di tutti noi. Ci mancherà tanto.

newsletter – settembre 2022