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Tasse: il nuovo Consorzio di bonifica si presenta con un bollettino da pagare

Centinaia di maglianesi hanno ricevuto nelle ultime settimane la richiesta di contributo del nuovo ente, nato dieci anni fa. Ma nessuno sa ancora per quali interventi si stia pagando

Inaugurare un nuovo ente pubblico inviando direttamente ai cittadini degli avvisi di pagamento. Non era mai successo. Ma, si sa, c’è sempre una prima volta.

Un ente con dieci anni di gestazione

Lo hanno scoperto centinaia di maglianesi e, insieme a loro, molti residenti dei comuni della Bassa Sabina e della provincia, che nelle ultime settimane hanno trovato nella cassetta della posta una lettera del neonato Consorzio di Bonifica dell’Etruria Meridionale e Sabina. Un ente nato grazie a una legge regionale del 2016 che ha accorpato gli ex Consorzi Valle del Tevere e Val Paglia e che, dopo una gestazione durata appena dieci anni, ha finalmente deciso di diventare operativo.

Prima il conto, poi le spiegazioni

E quale modo migliore per presentarsi ai cittadini se non chiedendo subito un contributo economico? Nessuna lettera di benvenuto, nessuna presentazione, nessun elenco dettagliato degli interventi realizzati o programmati. Prima il bollettino, poi eventualmente le spiegazioni.

Chi è obbligato a pagare

Sono considerati “consorziati” tutti i proprietari di immobili – terreni, fabbricati o qualsiasi altra proprietà – ricadenti nel vastissimo comprensorio che si estende dalla Sabina Romana fino alla bassa Maremma. A loro viene richiesto il pagamento del contributo, in un’unica soluzione oppure in due rate per importi superiori ai 50 euro.

Il nodo non è l’importo, è il principio

Va detto che per molti cittadini si tratta di poche decine di euro. Ma il principio sembra aver suscitato più discussioni dell’importo stesso. Per chi possiede più immobili, naturalmente, il conto cresce. E cresce anche per gli enti pubblici: il Comune di Magliano, ad esempio, dovrà versare una cifra vicina ai 500 euro.

Come funziona la riscossione

Il meccanismo della riscossione è collaudato. Prima arriva l’avviso bonario. Poi, se il cittadino decide che preferirebbe capire per cosa sta pagando prima di pagare, entra in scena la fase coattiva. In altre parole: prima o poi il conto arriva comunque.

Uno sportello a Passo Corese

Per aiutare i contribuenti a orientarsi in questa improvvisa scoperta amministrativa, il Consorzio ha individuato una sede informativa a Passo Corese, presso il Comune di Fara in Sabina, aperta il lunedì e il mercoledì dalle 9 alle 13. Sono inoltre disponibili un numero verde e un indirizzo e-mail dedicato.

I comuni insorgono

Ma gli avvisi non sono stati accolti ovunque con entusiasmo. A Montopoli di Sabina il sindaco Andrea Fiori ha manifestato perplessità sulle modalità con cui è stata avviata la riscossione. A Collevecchio è arrivata in Consiglio comunale una proposta per chiedere al Consorzio di rendere noto l’elenco degli interventi effettuati prima di procedere ai pagamenti. A Magliano l’amministrazione ha annunciato che, insieme ad altri comuni del territorio, chiederà incontri con la Direzione per chiarire ai cittadini il piano degli interventi e le modalità di gestione.

A cosa serve il contributo

Ed è proprio qui che si trova il nodo della questione. In teoria il contributo serve a finanziare opere di manutenzione e prevenzione del rischio idrogeologico: pulizia di fossi, canali, corsi d’acqua e altre attività che dovrebbero garantire benefici concreti ai territori interessati. Il principio è semplice: chi beneficia degli interventi contribuisce a sostenerne i costi.

Chi doveva pulire il fosso?

Peccato che, al momento, pochi abbiano capito quali siano questi interventi. O meglio: quali siano stati realizzati e quali siano in programma. Per fare un esempio concreto, nei mesi scorsi il Comune di Magliano ha dovuto reperire circa 10 mila euro attraverso un debito fuori bilancio per effettuare lavori di pulizia di un corso d’acqua in località Alboreto. Una domanda sorge spontanea: non avrebbe dovuto occuparsene proprio il Consorzio di Bonifica che oggi chiede il contributo ai cittadini? Bella domanda.

Incontri newsletter 41 – giugno 2026