ORTE – Sono scesi in strada anche gli agricoltori di Magliano per prendere parte alla protesta conto le politiche agricole europee, gli alti costi di produzione anche legati al caro gasolio, i prezzi troppo bassi con cui le merci vengono pagate ai produttori e l’introduzione di alimenti sintetici sulle tavole. A bordo dei loro trattori i titolari di alcune aziende agricole maglianesi produttori di cereali, ma anche di latte e allevatori di bovini da carne, hanno raggiunto i colleghi viterbesi che il 27 gennaio hanno organizzato la protesta sulla rotatoria di ingresso al casello dell’A1 a Orte.
Una mobilitazione nata con lo scopo di portare alla ribalta le problematiche che affliggono il settore e che ora si vede ancor più a messo a rischio con l’entrata in vigore delle nuove normative “green” dell’Europa, prima tra tutte l’obbligo, per le aziende seminative, di destinare il 4 per cento della superficie agricola utilizzata (Sau) aziendale a terreni incolti per continuare ad ottenere il pagamento di base previsto dalla Politica agricola comune (Pac).
<small>newsletter 18 – febbraio 2024</small>

