Un professore di Roma Tre ha raccontato a Lisbona la carriera del militare del ‘600 che servì tre sovrani e vinse la battaglia di Elvas. Il suo casato dà nome al palazzo comunale
Un maglianese ha fatto la storia del Portogallo. È quanto è emerso dalla sessione conclusiva del XIV Ciclo di Conferenze luso-italiane, tenutasi a Lisbona a inizio marzo, all’ambasciata italiana. Il professor Gaetano Sabatini, dell’Università degli Studi Roma Tre, ha parlato di una figura militare del XVII secolo che unisce la storia di Italia e Portogallo: Giovanni Vannicelli, un militare il cui nome di famiglia è proprio quello della sede del municipio di Magliano Sabina.

L’intervista, rilasciata dal professor Gaetano Sabatini a Diario de Noticias, ripercorre le fasi salienti di Giovanni Vannicelli, valorosa figura militare del 1600 che servì i regni di Portogallo, Spagna e lo Stato pontificio. Giovanni Vannicelli nacque a Magliano, allora parte dello Stato pontificio, intorno al 1607 da una famiglia di origini umbre e fatta da giuristi, ecclesiastici e comandanti militari originari dell’Umbria, delle città di Gubbio e Amelia. Un suo quadro è conservato alla Pinacoteca comunale di Amelia.
Cavaliere di Santiago al servizio di tre corone
Giovanni II Vannicelli era stato prima comandante dell’esercito pontificio, poi aveva combattuto per il Re di Spagna, che gli assegnò il riconoscimento di Cavaliere di Santiago e, nel 1640, passò a combattere per il Portogallo, prima sotto il re Giovanni IV del Portogallo e poi sotto Alfonso VI che gli affidò il comando della cavalleria di stanza, probabilmente, ad Estremoz.
La battaglia di Elvas, il capolavoro tattico
Il fiore all’occhiello della carriera militare di Giovanni II Vannicelli fu la battaglia di Elvas, dove si distinse per manovre militari molto ardite. Nell’ottobre del 1658, l’esercito spagnolo, composto da circa 11.000 fanti e 3.500 cavalieri e comandato da D. Luís de Haro, iniziò l’assedio di Elvas. Giovanni Vannicelli guidò altri 11.000 uomini, di cui 3.000 cavalieri, partiti da Estremoz per portare soccorso a Elvas. L’esercito portoghese di soccorso giunse in vista di Elvas il 13 gennaio 1659 e si posizionò in una posizione intermedia tra il forte di Nossa Senhora da Graça e il forte di São Francisco, in modo tale da rendere incerto il punto d’attacco.

La cavalleria portoghese ribalta lo scontro
Questa strategia si rivelò efficace, poiché D. Luís de Haro scelse di mantenere la guarnigione spagnola dispersa lungo le linee d’assedio, indebolendone così le forze. L’assalto portoghese ebbe inizio all’alba del 14 gennaio: la cavalleria spagnola, con circa 700 cavalieri, caricò i portoghesi, ma fu rapidamente colta sul fianco da un contingente di cavalleria portoghese proveniente dalla guarnigione di Elvas, che, sebbene inferiore di numero, causò una certa disorganizzazione. A questo punto, anche un contingente di cavalleria spagnola proveniente dalla caserma di Vergada entrò in battaglia, caricando la cavalleria portoghese e quasi annientandola.
Dal Portogallo a Roma, fino a Genova
Tuttavia, l’avanguardia portoghese, guidata da Vannicelli, accorse in loro aiuto e, insieme alla cavalleria portoghese della guarnigione di Elvas, riuscì a mettere rapidamente in fuga tutta la cavalleria spagnola. La fama di Vannicelli si era diffusa ben oltre il Portogallo ed era giunta alle orecchie del Papa, il quale, venuto a conoscenza dell’esistenza di un comandante così valoroso, lo richiese per sé.

Palazzo Vannicelli, la sede del Comune
La morte di Giovanni Vannicelli, venuto a mancare a Genova nel 1673 è probabilmente legata all’invio, da parte di papa Clemente X Altieri, del militare maglianese in missione diplomatica presso la Repubblica di Genova, che all’epoca intratteneva importanti legami politici e finanziari con Roma. Palazzo Vannicelli fu probabilmente ricostruito nella seconda metà del 1600 per iniziativa dello stesso Giovanni Vannicelli, acquistato dal Comune probabilmente nel 1798 e alla fine del 1800 diventò sede dell’amministrazione comunale.
Una lapide in Cattedrale ricorda il generale
Nella chiesa cattedrale di San Liberatore di Magliano, nella cappella gentilizia detta appunto dei Vannicelli (la terza nella navata sinistra), Giovanni Vannicelli viene celebrato in una lapide con «un distinto elogio ai suoi molti pregi». Che la cappella sia intitolata alla famiglia Vannicelli lo testimonia lo stemma della casata scolpito in bassorilievo su una struttura in marmo bianco su due semibalaustri nei quali compare uno scudo sagomato; questo è sormontato da una corona ducale e alcuni nastri; all’interno del campo appaiono due teste contrapposte, tenute legate da una fascia, le quali sovrastano una serie di bande diagonali. (…) Il titolo della cappella gentilizia nella cattedrale di Magliano, considerata una delle più belle della chiesa, si deve a monsignor Gaspare Vannicelli che la fece costruire e arredare nel 1686. Avvenne che, dovendo demolire una piccola cappella per ingrandirla, a metà dell’opera finissero i finanziamenti e, non sapendo come terminarla, venne interpellato monsignor Vannicelli. Questi permise la conclusione con un contributo di 235 scudi [Archivio storico della Cattedrale di Magliano S., 26CU.VIII.24. S. Visita Corsini 1779].
Guido Poeta
Incontri newsletter 39 – aprile 2026

