Che fine ha fatto il prodotto dei vigneti maglianesi? Senza la Cantina sociale, i viticoltori hanno portato il raccolto a Vignanello, Corchiano e Civitella d’Agliano. I piccoli produttori temono i costi di trasporto.
Che fine ha fatto l’uva della vendemmia ora che i cancelli della Cantina sociale sono chiusi? Come si sono organizzati i viticoltori maglianesi? L’uva di Magliano ha preso direzioni diverse, ma a quanto pare tutte hanno attraversato il Tevere, approdando nella Tuscia. Ed è proprio così che nelle botti viterbesi scorre oggi il vino dei filari di Magliano. È questa la novità della vendemmia 2026, la prima senza che ci fosse la storica coop.
Cinquant’anni di vendemmie a Madonna Grande
Per oltre mezzo secolo, il profumo del mosto e il viavai dei trattori carichi di grappoli diretti verso Madonna Grande hanno scandito l’autunno del paese. Lì, la Cantina sociale – Vicosa (Vini dei Colli Sabini) ha probabilmente rappresentato il centro dell’economia agricola e un marchio riconoscibile anche altrove.
Le cantine viterbesi accolgono il raccolto
Quest’anno aziende agricole più grandi hanno tenuto una parte del raccolto per vinificare in proprio, destinando la produzione al consumo domestico o alle proprie attività commerciali e di ristorazione, mentre la quota restante è stata ceduta a cantine esterne. Le rotte principali hanno portato i grappoli nostrani verso i produttori di Corchiano, la Cantina sociale di Vignanello – Viticoltori dei Colli Cimini e aziende come le Cantine Casciani di Civitella d’Agliano. Anche i diversi piccoli viticoltori si sono rivolti al viterbese, in particolare alla struttura di Vignanello, in alcuni casi diventandone soci oppure per produrre vino per sé e per gli amici.
Il peso dei trasporti sui piccoli viticoltori
Con il senno del poi, la vicenda dell’uva maglianese dell’ultima stagione racconta una storia di grande capacità di adattamento, tuttavia, c’è pure il rovescio della medaglia. Infatti, per alcuni di questi piccoli coltivatori, abituati a conferire a pochi passi da casa, la necessità di affrontare trasporti più lunghi e i relativi costi logistici sta diventando un deterrente alla produzione. L’assenza di un punto di riferimento in paese rischia di accelerare l’abbandono dei vigneti più piccoli, provocando un’ulteriore ed eventuale diminuzione della produzione.

Dai 30 mila quintali al fermo del 2023
La risposta alla domanda che ci siamo posti – e si sono posti i maglianesi – sul destino dell’uva di quest’anno risiede nelle ragioni che hanno portato alla chiusura dell’impianto. Il segnale più evidente della crisi è stato il crollo della produzione conferita, passata – secondo quanto riferito da Enzo Nesta – in poco tempo da circa 30.000 quintali ogni anno a meno di 2.000. L’invecchiamento dei vigneti, il mancato ricambio generazionale, la scelta legittima di alcuni di vinificare in proprio e l’aumento dei costi di gestione hanno portato alla sofferta decisione di fermare la lavorazione nel 2023 e mettere in vendita lo stabile di oltre 1.000 metri quadri.
L’acquisto di agosto e la promessa di ripartire
Una svolta cruciale è arrivata nell’agosto scorso con l’acquisto della struttura da parte di un’azienda con sede nel Lazio. L’estate però non ha lasciato il tempo materiale di riorganizzare spazi e impianti in vista della vendemmia 2026, ma la promessa della nuova proprietà è quella di ripartire, con la speranza che i cancelli possano riaprire il prossimo anno.
Dal 1969 a oggi: presidenti, soci ed etichette
Fondata nel 1969 dall’intuizione di decine di viticoltori, è stata guidata nel tempo dal primo presidente Paolo Grillini, poi da Umberto D’Ubaldo e infine da Enzo Nesta. Nei suoi anni d’oro arrivò a contare circa 180 soci, attraendo conferimenti non solo da Magliano, ma anche da sette paesi della Bassa Sabina (Poggio Mirteto, Montopoli, Selci, Montebuono, Tarano, Torri in Sabina e Stimigliano) e due dalla vicina Umbria (Otricoli e Calvi dell’Umbria), portando sulle tavole etichette come il “Cavalier Manlio”, la “Memoria”, il “29 Settembre”, spumante e grappa.
Incontri newsletter 44 – novembre 2026

