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Teatro, che passione: un viaggio tra le compagnie maglianesi

Le esperienze, le proposte e le difficoltà. Ne abbiamo parlato con Luciano Minestrella, Alfredo Graziani e Maurizio Antonelli. E intanto il Manlio registra un grande afflusso di pubblico. La stagione 2023

Il teatro a Magliano piace. E non da oggi. A parte le origini d’inizio 800, è il numero di biglietti staccati nell’ultima stagione a parlare. Nonostante le ripercussioni della pandemia più di 2700 persone in 42 eventi hanno affollato la sala del Teatro Manlio, luogo che testimonia forse nella maniera più completa l’importanza che la comunità di Magliano Sabina ha sempre tributato a questa forma di arte. Prima della pandemia la media era di 6.000 persone su circa 70 spettacoli.

Ma il teatro a Magliano non è solo la “stagione al Manlio”: è anche passione di chi scrive, mette in scena e interpreta. Un movimento culturale, si può dire. Anche in senso antropologico. Perché a Magliano il teatro piace vederlo, ma piace anche farlo. Luciano Minestrella, Alfredo Graziani e Maurizio Antonelli sono tre tra i principali protagonisti di questo fenomeno.

Mirabilis Teatro Societas, arte come rivisitazione

Nata nel 1983, la Mirabilis Teatro Societas ha radici che affondano negli anni 70, con la Scuola Libera, esperimento sociale che aggregava ragazzi utilizzando il teatro come metodo di studio e relazione tra pari. Tra ricerca e sperimentazione, sono le macchine sceniche l’elemento centrale che ha accompagnato la Mirabilis in un viaggio lungo più di 50 anni. La Societas ha oggi la responsabilità artistica del Teatro Manlio: “Un luogo dove, con le porte aperte, si propone cultura“, dice Luciano Minestrella. Esso rappresenta, secondo l’artista maglianese, un’estensione di ciò che avviene nella piazza. La compagnia porta inoltre avanti una sua idea di teatro “che non è – spiega Minestrella – il ripetere un qualcosa per come è stata, ma rivisitazione anche partendo dalla tradizione, dalle radici, mai in senso nostalgico, ma dinamico, mai uguale a ciò che c’era prima”.

Alcune realizzazioni della Mirabilis Teatro Societas in mostra a San Michele

Un’attività pluriennale quella della Mirabilis Teatro Societas fatta di momenti che non sempre sono stati compresi ma che ha mantenuto inalterata la coerenza di fondo. Attività che oggi si sdoppia tra la direzione artistica del teatro Manlio e le attività proprie incentrate prevalentemente sulle macchine sceniche (come quelle esposte nella Chiesa di San Michele). Ed è proprio la direzione artistica che a lungo andare ha condotto a una progressiva rinuncia alle attività di regia, sia per motivi di tempo  sia in virtù della pluralità di forme di arte che il Manlio deve ospitare. Questa filosofia ha portato quindi a dedicarsi a forme di teatro e spettacolo apparentemente non percepite come tali, ma che nei fatti permettono il racconto, alla stregua di ciò che accade sul palco.

Non cerchiamo il consenso fine a se stesso, se un’opera non viene compresa non si dà la colpa al pubblico, ma la si fa evolvere, non riproponendola o portandola in altri luoghi.

Luciano Minestrella

Installazioni e macchine sceniche che vengono portate in giro per l’Italia. “Non cerchiamo il consenso fine a se stesso, se un’opera non viene compresa non si dà la colpa al pubblico, ma la si fa evolvere, non riproponendola o portandola in altri luoghi”. Unico rimpianto resta, forse, quello della cooperativa nata nel 1980 (la prima coop culturale della Provincia di Rieti) con l’intento di fare teatro a livello professionale, poi chiusa ma dalle cui ceneri è nata la Mirabilis Teatro Societas.

Gruppo teatrale, la modernità letta attraverso il dialetto

Il Gruppo teatrale di Magliano Sabina nella commedia “L’andru monnu” (foto dal profilo Fb di Corrado Fabrizi)

Natale e commedia sono un binomio che è diventato tradizione. Dal 1980 il Gruppo teatrale di Magliano Sabina, anche se sotto diverse denominazioni, porta in scena il ricordo e la tradizione, unendo alle rappresentazioni in dialetto la lettura dei tempi moderni. Oltre trenta le commedie, di cui in particolare nell’ultimo periodo 22 originali – a firma di Alfredo Graziani – alle quali vanno aggiunte due riadattate da testi di De Filippo e Scarpetta. Un rapporto con il pubblico ormai consolidato e che vede sempre centinaia di persone affollare la sala del Teatro Manlio oggi e di quello parrocchiale prima.

Non essendo attori professionisti sarebbe importante avere più tempo possibile di contatto con un ambiente scenico propriamente detto.

Alfredo Graziani

Servirebbe un luogo stabile dove provare e far nascere le opere. “Non essendo attori professionisti sarebbe importante avere più tempo possibile di contatto con un ambiente scenico propriamente detto”, dice Alfredo Graziani. “Ma al momento i primi approcci al testo avvengono nella sala di attesa del mio studio”. Una sede ad esempio permetterebbe “una scuola stabile di teatro, la possibilità di invitare personalità del settore, un maggiore numero di rappresentazioni“. Il modello a cui pensa Graziani è quello della banda musicale che sfrutta la disponibilità di uno spazio anche per trovare con facilità i giusti ricambi generazionali. Se la presenza a Magliano di tre compagnie è da considerarsi una ricchezza, uno spunto che da Alfredo Graziani è quello di un laboratorio che possa permettere uno scambio e un connessione tra le varie realtà, con l’obiettivo di migliorarsi e mettersi tutti a disposizione degli altri.

Compagnia Oscena, teatro amatoriale non tradizionale

Terza protagonista del panorama teatrale maglianese è Compagnia Oscena, che è stata fondata nel 2017 da Maurizio Antonelli e da Daniele Vessella. “Volevamo fare qualcosa di diverso dal teatro dialettale, sperimentando la tragedia, il dramma e tutte le diverse forme sceniche”, racconta Maurizio Antonelli.

Una scena di “Tutta un’altra musica” (Foto Compagnia Oscena)

E così, fuori dagli schemi tradizionali, la Compagnia prova a fare un teatro, sempre amatoriale, che cerca di spingersi oltre gli schemi campanilistici. Si tratta di spettacoli ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe, alla vita dell’artista Assunta Adelaide Luigia Saltarini Modotti, nota come Tina, ma anche di commedie originali scritte a quattro mani da Vessella e Antonelli. Non mancano rivisitazioni di Kubrik e sperimentazioni da strada.

Volevamo fare qualcosa di diverso dal teatro dialettale, sperimentando la tragedia, il dramma e tutte le diverse forme sceniche.

Maurizio Antonelli

Come per le altre compagnie maglianesi non mancano i problemi. Uno per tutti la pandemia, che aveva messo in stand by l’ultima commedia “Tutta un’altra musica”. Un lavoro che è poi stato portato in scena, sebbene dopo i cambiamenti della vita delle persone che si sono fatti sentire sulla composizione del cast e sui costi di allestimento. Il pubblico in ogni caso ha dato soddisfazione a Compagnia Oscena. “Abbiamo sempre fatto ottimi risultati e la cosa fa ovviamente piacere” dice Antonelli. Il Teatro Manlio è stato sempre pieno ad ogni “prima” degli spettacoli finora in scena e che sono sempre una garanzia per finanziare il progetto successivo.

newsletter 07 – dicembre 2022