Le storie dei raggiri subiti da anziani di Magliano. Ecco a cosa bisogna stare attenti per non cadere nelle trappole
Il finto avvocato che chiede soldi per togliere dai guai il figlio che rischia la galera. Semplici ragazze che si offrono di portare a casa la spesa. Il falso addetto del gas che bussa alla porta per una verifica al contatore. Sedicenti nipoti che spuntano dal nulla chiedendo aiuto, e cioè denaro, per risolvere i loro problemi. Le maschere dei truffatori possono essere molteplici. Ma alla fine il risultato è sempre lo stesso: anziani vittime di persone senza scrupoli che, approfittando della loro fiducia, gli sfilano soldi e preziosi. Magliano non è del tutto immune dal fenomeno anche se, l’opera svolta negli anni dai carabinieri, ha fatto sì che i numeri siano rimasti bassi. L‘ultimo episodio è avvenuto pochi giorni dopo la festa di San Liberatore: due anziani sono stati contattati da una persona che ha provato ha truffarli con il trucco del finto incidente. Ha detto loro che la figlia aveva provocato un sinistro e che essendo l’auto senza assicurazione ci sarebbe stato bisogno di soldi in contanti per “mediare”. Per fortuna la coppia non è caduta nel tranello ed ha segnalato tutto ai carabinieri.
Il trucco dei parenti trattenuti negli uffici giudiziari
Tuttavia negli ultimi anni si sono verificati tre odiosi episodi che hanno visto vittime tre donne. In due casi le signore hanno ricevuto una telefonata da persone che si sono spacciate per avvocati. In sostanza, rivolgendosi alle anziane, le hanno detto che dei loro parenti erano trattenuti in degli uffici giudiziari dopo che avevano provocato un incidente. Per risolvere la questione bisognava consegnare una somma in contanti che un addetto sarebbe passato a ritirare poco dopo. In entrambi i casi le signore, spaventatissime, sono cadute nel tranello. E hanno consegnato la somma per poi rendersi conto di essere state vittime di un raggiro.
Le conoscenti fatte entrare per una chiacchierata
Il terzo caso ha riguardato un’anziana che, mentre tornava a casa con la spesa, è stata avvicinata da due donne che si sono spacciate per conoscenti. Sono state fatte salire in casa e mentre una distraeva la signora con delle chiacchiere l’altra ha svuotato i cassetti. Per due di questi casi, grazie alle indagini dei carabinieri, sono stati individuati i responsabili. E oggi è in corso un processo a due nomadi nelle Marche per furti in tutta Italia, compreso quello ai danni della signora di Magliano.

Il trauma di dover rivivere il furto in tribunale nei processi
“Si tratta di vicende delicate che poi si trascinano per anni costringendo queste persone anziane, dopo aver subito il furto, a rivivere tutto in tribunale. Per questo ritengo che si debba fare un’ampia attività di prevenzione”, dice il comandante della stazione dei carabinieri, il luogotenente Renzo Verducci. Il quale aggiunge: “Il Comando di Rieti negli anni scorsi ha messo in campo un’attività informativa con depliant ed incontri in tutti i centri anziani e nei luoghi di aggregazione per la terza età. Anche a Magliano abbiamo fatto incontri al centro anziani. Sicuramente dobbiamo rinnovare questa campagna per dare degli strumenti di difesa in più”.

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Le pattuglie sono utili, ma serve soprattutto prevenzione
Tuttavia la prevenzione non si realizza solo con incontri o attraverso la distribuzione di materiale informativo. “Noi siamo quasi un’isola felice anche grazie all’attività informativa che portiamo avanti continuamente. Ogni giorno garantiamo due o tre servizi di pattugliamento del territorio monitorando dunque tutte le persone che transitino nel territorio. Inoltre, grazie alla nostra padronanza del contesto, cerchiamo di fermare immediatamente, identificandole, le persone non conosciute. Un’attività questa oscura ma che, garantisco, evita molti reati”, continua il comandante.
I venditori “autentici” si presentano prima ai carabinieri
Basti pensare a coloro che bussano alla porta per proporre nuove tariffe per il gas o l’energia elettrica. Le persone stentano a riconoscere i venditori veri da chi li vuole truffare. Ma a Magliano la stazione dei carabinieri assicura una sorta di controllo preventivo. “Negli anni scorsi, dopo che diversi cittadini ci telefonavano segnalando la presenza di venditori in paese, abbiamo iniziato a controllare queste persone. Oggi le società serie prima di iniziare il giro passano in caserma segnalando che passeranno a proporre le loro offerte. Dunque sappiamo prima chi non è un truffatore”.
Le cautele che non bisogna mai smettere di seguire
Una forma di prevenzione che tuttavia non fa venir meno la necessità di adottare alcune cautele per evitare di finire raggirati. Come ad esempio: aprire a persone che si identificano con un tesserino riconoscibile, non mostrare dati sensibili come contratti, bollette o numeri del contatore. E ancora: diffidare di sedicenti carabinieri o poliziotti che si presentano alla porta in borghese, cercare di non aprire se si è soli in casa.
newsletter 02 – maggio 2022

