Dal Grest della parrocchia a Mirabilis Teatro, fino alla palestra di Francellini: come le famiglie maglianesi hanno risolto il problema del tempo libero estivo dei figli
Nemmeno il tempo che, ai primi giorni di giugno, suoni l’ultima campanella dell’anno scolastico che gli alunni delle scuole materne, elementari e medie, sono già pronti a varcare – e spesso fin quasi alla vigilia del Ferragosto – le soglie dei centri estivi. I fondi statali sono diventati stabili, dopo i finanziamenti di emergenza nati durante il periodo del Covid-19. Da risposta temporanea il servizio si trasforma in un pilastro del welfare e delle politiche per la famiglia.
Dalle colonie ai campi estivi: 40 anni di cambiamenti
I centri estivi, ormai stabilmente presenti e parcellizzati anche a Magliano e nei comuni limitrofi, rappresentano l’ultima frontiera o evoluzione, se si vuol preservare un filo rosso di continuità, delle colonie estive. Queste ultime, a partire dagli anni 70, per il forte cambiamento strutturale della società occidentale sono andate in crisi e sono state sostituite dalla villeggiatura con la famiglia, tradizionale o allargata.
I tempi sono cambiati presto e nella famiglia lavorano oggi, a un ritmo sempre più crescente, entrambi i coniugi. La necessità di combinare l’aspetto didattico proprio della scuola con quello educativo senza poter più garantire una presenza continua verso i propri figli nel periodo estivo, dove la quantità di tempo libero per i giovani aumenta notevolmente a causa della chiusura della scuola, determina quel contesto in cui si assiste a una generalizzata apertura dei genitori verso esperienze vissute dai figli senza la loro presenza e il controllo diretto.
Ed ecco, a partire dai primi anni 90, la “geniata” dei campi estivi per bambini, che sono oggi ormai dappertutto e in ogni città. Risolto, dunque, alle famiglie il problema dell’organizzazione del tempo-estate e di tanti loro ragazzi che, appena conclusa la stagione scolastica, scorrazzavano per strada senza obiettivi precisi, a volte annoiandosi, altre facendo danni o spesso rimanendo segregati in casa con i genitori al lavoro. Ecco dove lasciare i bambini: in un luogo protetto che abbia a cura la qualità del benessere dei propri figli e possibilmente a prezzi calmierati se i genitori lavorano.
Il Grest in oratorio, punto di riferimento
Anche nel territorio maglianese la presenza dei centri estivi rappresenta un campione identificativo del fenomeno nazionale. Da più di qualche anno, e con un appeal crescente, il Grest (GRuppo ESTivo) ha raccolto all’interno dei locali dell’oratorio parrocchiale, la settimana immediatamente successiva alla chiusura scolastica, diverse decine di bambini delle elementari e medie. È stata proposta loro un’esperienza educativa e ricreativa che include attività con giochi di gruppo, laboratori creativi, gite e momenti di riflessione guidati da animatori volontari.
Mirabilis Teatro: laboratori e gite
La Mirabilis Teatro Societas di Luciano Minestrella e Marga Barbaresi, da decine di anni, ha organizzato anche in questa annata dal 29 giugno al 7 agosto il centro estivo per ragazzi da 5 a 14 anni, proponendo attività di laboratori manuali, culturali, sportive, e in genere ludiche, con gite in piscina e all’acquapark. (Nell’immagine di copertina bambini e i ragazzi del Centro Estivo a 10 anni dalla scomparsa di Simona Monti le hanno voluto rendere omaggio liberando in aria farfalle colorate, simbolo della voglia di libertà).
Francellini: piscina e attività fisica
Da qualche anno, infine, anche il Centro palestra da balli a Francellini, organizza i centri estivi da fine giugno al 7 agosto per bambini da 4 a 13 anni con proposta di attività in piscina per tre giorni la settimana e per il resto dei giorni attività fisica e laboratori manuali.
Incontri newsletter 42 – luglio agosto 2026

