Esposti i documenti recuperati da Caterina Placidi nell’Archivio storico comunale. Uno spaccato che rivela storie ed emozioni. Manifestazione sulle radici con collegamento con il sindaco di Manchester negli Usa
Dal primo maglianese che chiese il passaporto quando l’Italia non era ancora unita, fino alle storie racchiuse nei documenti che raccontano di centinaia di concittadini emigrati tra la fine dell’800 e il 1940. Un viaggio nel tempo che svela un pezzo di storia locale, con destinazioni che spaziano dagli Stati Uniti, al Brasile e all’Argentina, fino a toccare la Svizzera, l’Algeria e la Tunisia. Una memoria collettiva che ha riportato alla luce la mostra documentale “Navi di uomini. L’emigrazione dei Maglianesi”, curata con passione dalla responsabile dell’Archivio storico comunale, Caterina Placidi.
L’esposizione è un affascinante mosaico di storie e volti costituito da pannelli ricchi di riproduzioni di documenti custoditi nell’Archivio o donati dalle famiglie dei discendenti di chi, oltre un secolo fa, partì verso le Americhe con la speranza di un futuro migliore. La mostra è stata inaugurata il 28 febbraio immediatamente prima dell’evento “Le radici maglianesi” al Teatro Manlio.
Ai primi del 900 Comune sommerso da richieste di espatrio
All’inizio del Novecento il fenomeno migratorio fu così intenso da lasciare un’impronta indelebile anche a Magliano Sabina. Emblematico un documento del 1913: è la lettera del vice segretario comunale che, sopraffatto dalle richieste di passaporto (ben 200 in pochi mesi), chiedeva un aumento di stipendio per far fronte all’aggravio di lavoro.

Ma il vero tesoro portato alla luce dal lavoro di Caterina Placidi non è solo di natura storica: ma sono le emozioni. Tra i documenti più toccanti spicca, infatti, una lettera inviata da Manchester al sindaco di Magliano, nella quale si annunciava la morte di un concittadino emigrato anni prima e ci si premurava di far arrivare ai familiari rimasti in patria i risparmi di una vita. Un frammento di umanità che, come ha sottolineato Placidi, rappresenta solo l’inizio di un viaggio più ampio e profondo nel passato della comunità maglianese.
Progetto con fondi Pnrr sul turismo delle radici
La mostra si inserisce in un ambizioso progetto legato al “turismo delle radici”, finanziato con i fondi del Pnrr, che ha visto una sinergia virtuosa tra il Comune di Magliano Sabina, Italea, il Ministero degli Affari Esteri, la Regione Lazio, il Centro ricreativo anziani “Marzio Marini”, il Liceo scientifico e l’Istituto alberghiero.

Tra i momenti più significativi dell’iniziativa c’è stato il collegamento dagli Stati Uniti con Jay Morgan, sindaco di Manchester nel Connecticut, città che agli inizi del Novecento accolse una vasta comunità di emigrati maglianesi. Con tono caloroso, Morgan ha ricordato Nathan Agostinelli, discendente di emigranti maglianesi ed ex sindaco di Manchester tra gli anni ’60 e ’70, e ha promesso di visitare presto Magliano, aprendo la strada a un futuro gemellaggio tra le due città.
Due sindaci e la prospettiva di un gemellaggio transatlantico
“La presenza delle due amministrazioni comunali e dei sindaci ha dato concretezza all’emozione vibrante negli occhi dei tanti partecipanti. La nostra città sta tracciando un segno deciso per costruire una solida amicizia e nuove opportunità commerciali”, ha dichiarato con entusiasmo il sindaco di Magliano Sabina, Giulio Falcetta. Il quale poi sottolineato l’importanza di coinvolgere la comunità locale: “Scorrendo quella lista di cognomi e nomi, molti possono riconoscere le proprie radici. Ed è proprio questo il valore più grande che questa storia ci restituisce”.
I maglianesi si sono sparsi ovunque, come il sale sulla terra.
Antonella Chieti
Il progetto ha avuto un coinvolgimento corale della comunità: il Centro anziani e i discendenti degli emigrati maglianesi hanno regalato con testimonianze. Sul palco del Teatro Manlio, Fausto Ricci, Enrico Capparuccini e Alfredo Graziani hanno raccontato storie di loro parenti partiti in cerca di fortuna.
Anche le scuole hanno avuto un ruolo chiave: gli studenti del Liceo hanno realizzato un video promozionale di Magliano Sabina in lingua inglese, mentre quelli dell’Istituto alberghiero hanno prodotto un filmato, sempre in inglese, che racconta con gusto e passione la preparazione dei piatti tipici maglianesi.
“Tutti hanno partecipato con entusiasmo e, nel condividere le loro storie, sono emerse vicende di emigrazione e di legami mai spezzati dall’America fino agli angoli più remoti del mondo. I maglianesi si sono sparsi ovunque, come il sale sulla terra” ha osservato l’assessore alla cultura, Antonella Chieti. Un progetto che ha saputo intrecciare passato e presente, rafforzando il legame tra Magliano e le sue radici oltreoceano.
Incontri newsletter 28 – marzo 2025

