Le vicende antiche e recenti del monastero delle Clarisse di Santa Croce a Magliano Sabina. La vita dentro le mura di clausura
Entrare nel Monastero delle Clarisse, le “moniche rinchiuse”, produce sempre un misto di soggezione e affetto. All’interno, pur mostrando i segni degli anni, la struttura mantiene i segni dell’affetto dei maglianesi nei confronti delle suore che per anni hanno vissuto tra quelle mura. C’è ancora una grande foto di don Carlo Nastasio, indimenticabile parroco, insieme ai ragazzi dell’Oratorio, allora era animato dalla famiglia Castro. Nei locali sono ancora custodite alcune lettere dei maglianesi alle suore. Un patrimonio di ricordi, fede e affetto.
La storia delle Clarisse presenti in città dal 1265
“Secondo alcuni studi – ha scritto lo storico Guido Poeta – il Monastero di Santa Croce è stato fondato nel 1265. La tradizione, invece, vuole che l’anno della sua istituzione risalga al 1230. Tutto perché nel 1527, a causa del ‘sacco di Roma’ le monache si rifugiano a Calvi. Una di loro, per salvare le scritture del monastero le sotterrò nell’orto. Ma nel 1530, quando esse ritornano a Magliano, ritrovarono le carte in pessimo stato, quindi illeggibili”.
“Nel 1527, a causa del ‘sacco di Roma’ le monache si rifugiano a Calvi. Una di loro, per salvare le scritture del monastero le sotterrò nell’orto. Ma nel 1530, quando esse ritornano a Magliano, ritrovarono le carte in pessimo stato, quindi illeggibili
Guido Poeta
La dimora originaria corrispondeva all‘ospedale vecchio “Marzio Marini”. Nel 1809 – sempre secondo la ricostruzione di Guido Poeta – il monastero fu soppresso e le religiose mandate nelle loro famiglie; nel 1814 esse rientrarono nell’antico convento. Nel 1860 le monache furono costrette a “richiudersi” solo in alcune stanze, dove restarono fino al 1893 per concessione del Demanio, che aveva incamerato tutto lo stabile. Nel 1894 esse entrarono in una casa vicina, in quella che oggi è piazza Principessa di Piemonte, acquistata nel 1887; da qui, nel 1961 le Clarisse si trasferirono nell’attuale convento.
La vita delle monache all’inizio del terzo millennio
Un legame quello tra Magliano e le Clarisse che è stato cementato nei secoli ( e che è stato ben descritto da uno “storico” reportage che Fernanda Mandosi firmò nel gennaio 2000 per Incontri, raccogliendo le parole delle ultime quattro suore che erano rimaste all’interno. La pagina di allora si può scaricare e leggere qui in pdf:

Il caso della suora che fu allontanata da Magliano
Non sono mancate vicende controverse, come quella salita all’onore delle cronache sempre in quello stesso anno. È la storia di suor Cristiana, clarissa al tempo di 55 anni, che fu prima allontanata da Magliano per andare a Sassoferrato, in provincia di Ancona. Per intervento del provinciale dei frati minori per le Marche fu messa fuori dall’ordine (fece ricorso, ma non sappiamo con quali risultati). La colpa? Aver aperto un sito web di preghiere, gesto modernissimo per una suora di clausura, in apparenza del tutto innocuo. Due furono le chiavi di lettura. O la suora aveva travalicato i limiti della Regola con il suo sito oppure la sua chiassosa presenza nella clausura avrebbe riportato i riflettori su di lei, che avrebbe avuto memoria di documenti sulla gestione di S. Croce (da dove uscì tra voci di chiusura).

Le Clarisse erano delle grandi ricamatrici, tanto che generazioni molte famiglie maglianesi hanno affidato loro la realizzazione del corredo per le figlie che si sposavano. Diversi fedeli sostenevano, anche economicamente, le suore e tutti i martedì un gruppo di residenti partecipava alle funzioni che si svolgevano nella Cappella. C’è anche chi ci ha celebrato il matrimonio.
I maglianesi si opposero alla chiusura del convento
Un primo tentativo di chiudere il Monastero si registrò nel 1998 ma, vista la reazione dei fedeli, la Diocesi fece retromarcia. Quattro anni dopo, invece, il comitato di fedeli che si oppose al trasferimento delle Clarisse non riuscì a fermare ciò che era stato deciso: il 26 agosto 2002 le Clarisse se ne andarono per sempre dopo ben 732 anni (se si considera l’assenza dal 1809 al 1814).
Ai maglianesi che hanno superato gli “anta” resta il ricordo di una presenza mistica, sacra e magica che tutti, credenti o meno, consideravano parte della loro storia. La voce che si sentiva da dietro la ruota che stava all’ingresso dove si lasciavano le provviste per le sorelle, le preghiere che si udivano dalle Coste, la loro presenza dietro le sbarre della cappella. Ricordi collettivi di una comunità. Oggi l’affetto dei maglianesi si è spostato verso le Redentoriste del Monastero dell’ex seminario. La loro vitalità e la loro simpatia ha conquistato negli anni un posto speciale nel loro cuore.

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newsletter 01 – aprile 2022

