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Magliano Sabina non è in declino, grazie allo spirito di iniziativa

L’editoriale di Luca Nesta mette in evidenza che spesso siamo portati più ad autocommiserarci che a vedere le potenzialità del territorio e delle persone. E prova pure a spiegare in che modo

Più volte su Incontri abbiamo parlato del “declinismo” di Magliano Sabina, comune a quello di tanti piccoli centri che vivono spopolamento, diminuzione del numero delle attività commerciali e impoverimento delle giovani generazioni, che lasciano il luogo di nascita per recarsi in città o addirittura all’estero. Abbiamo dato voce a un sentimento popolare diffuso, tipico di chi vede una piazza o un luogo di aggregazione con gli occhi della malinconia ricordando quanto fosse affollato un tempo.

Di contro, alla luce di quanto abbiamo raccontato sempre su Incontri negli ultimi mesi, viene forse da pensare che più che un racconto di un “declinismo” aderente alla realtà, si possa scadere nell’autocommiserazione. Già, perché se è vero che anche a Magliano Sabina la popolazione diminuisce, i cittadini dell’est europeo che l’avevano scelta ora se ne allontanano, è parimenti vero che ci sono giovani generazioni che non si arrendono all’idea di lasciare il luogo dove sono nati per fare impresa, emergere o, più semplicemente, renderlo attrattivo sia per i turisti che per chi lo abita.

Prendiamo l’esempio della Pro loco. La spina dorsale è formata da giovani che sui social – con tecniche di comunicazione adeguate – lanciano feste, eventi, manifestazioni. Giovani che sacrificano tempo al lavoro e ai loro weekend per fare comunità e pure per promuovere l’immagine di Magliano Sabina senza aver paura di usare frasi come: “il posto più bello della Valle del Tevere”.

Sul lato imprenditoriale, se per anni abbiamo sofferto nel vedere imprenditori nostrani localizzare aziende in comuni limitrofi, più “accoglienti” nel promuovere spazi e facilitare la voglia di fare impresa, da ultimo si assiste a una vera esplosione del “made in Magliano Sabina”. E non solo nel campo della ristorazione, nella quale il territorio si è sempre saputo difendere sviluppando attività culinarie anche collaterali a quelle agricole. Il “made in Magliano” si trova anche in ambito tecnologico con componenti per armi esportati all’estero, componentistica per motorsport scelta da rinomati brand mondiali, design per famosi marchi del mondo del lusso.

Un famoso economista, J.M. Keynes, disse: “In un modo soltanto possiamo agire su queste componenti nascoste: mettendo in moto quelle forze dell’educazione e dell’immaginazione che cambiano l’opinione.” Imprenditori e cittadini maglianesi lo stanno facendo, a loro va il nostro plauso (e le nostre scuse).

Incontri newsletter 31 – luglio-agosto 2025