Al via la Comunità energetica rinnovabile maglianese, sul modello di Vitorchiano e Fabrica di Roma. Potranno partecipare i singoli cittadini, le aziende e lo stesso Comune
La transizione ecologica ha sempre più un’importanza centrale nelle scelte dei comuni e anche il Comune di Magliano Sabina non resta a guardare. Dando seguito a una delibera di Giunta del 15 luglio 2022, Antonello Ruggeri, delegato alla transizione ecologica, sta avviando la creazione di una Comunità energetica rinnovabile. Alla realizzazione del progetto lavora l’ingegner Lucrezia Battisti di Poggio Bustone.
“I benefici sono di carattere economico, dato che si potrà ottenere una riduzione dei costi dell’energia. Ma anche ambientale e sociale”.
Antonello Ruggeri
Il 23 gennaio è in calendario una videocall con l’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, per avere maggiori indicazioni e chiarimenti sull’iter da seguire. Ma a Palazzo Vannicelli si sono già portati avanti. “Abbiamo ottenuto delle manifestazioni di interesse da tre aziende che curano lo sviluppo di queste comunità energetiche” annuncia Ruggeri. “Dovremo fornire loro alcuni elementi per poter meglio sviluppare il progetto”. L’amministrazione comunale è anche in contatto con la Regione Lazio per essere accompagnata nel progetto. “L’iter che stiamo delineando è simile a quello dei comuni di Vitorchiano e Fabrica di Roma”.
Cosa è la comunità energetica rinnovabile
Di cosa si tratta? Stiamo parlando di un’associazione tra cittadini maglianesi, attività commerciali, pubbliche amministrazione e piccole e medie imprese, che decideranno di unire le forze con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale. Dal momento che, per legge, lo scopo di una comunità energetica non può essere il profitto, le forme più utilizzate sono quelle dell’associazione riconosciuta o della cooperativa.
Dove saranno collocati gli impianti energetici

Il passo successivo consiste nell’individuare l’area dove installare l’impianto (o gli impianti) di produzione, che dev’essere in prossimità dei consumatori. Questo significa, ad esempio, che una piccola impresa oppure lo stesso Comune installano un impianto fotovoltaico, rispettivamente sul proprio stabilimento produttivo o sulla scuola. Poi i due condivideranno l’energia prodotta – e immessa in rete – con i cittadini di Magliano che hanno deciso di far parte della comunità. L’impianto non deve necessariamente essere di proprietà della Comunità: può infatti essere messo a disposizione da uno solo o più dei membri partecipanti o addirittura da un soggetto esterno alla comunità.
Come si otterranno gli incentivi previsti
Una volta attivato l’impianto, la comunità potrà fare richiesta al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per ottenere gli incentivi previsti dalla legge per l’energia condivisa. Va però chiarito che gli incentivi non sono riconosciuti a tutta l’energia prodotta, ma solo a quella che sarà consumata dai membri nella stessa fascia oraria di produzione. Qualora la produzione sia superiore al consumo, per l’energia in più viene riconosciuto alla comunità il solo valore economico dell’energia, senza ulteriori benefici. L’energia potrà anche venire immagazzinata, ad esempio, in batterie al litio, per essere poi usata quando le fonti rinnovabili non produrranno energia o ci siano particolari necessità. È il caso dei pannelli fotovoltaici durante notte o i picchi di energia, ad esempio, per eccessivo uso di condizionatori.
Uno sconto in bolletta “di fatto”
Come ripartire fra i membri i ricavi derivanti dall’energia prodotta dipende da cosa avrà liberamente stabilito la comunità energetica in un contratto di diritto privato. Potrebbe dividere equamente i guadagni, oppure premiare chi ha usato l’energia negli orari di produzione o chi ha messo a disposizione gli impianti che la hanno prodotta. Da un punto di vista pratico, ogni membro della comunità continuerà a pagare per intero la bolletta al proprio fornitore di energia elettrica, ma riceverà periodicamente dalla comunità un importo per la condivisione dei benefici garantiti alla comunità. Il compenso, non essendo tassato, equivale – di fatto – a uno sconto della bolletta.
Uno stimolo all’aggregazione tra maglianesi
“I benefici sono di carattere economico, dato che si potrà ottenere una riduzione dei costi dell’energia” , spiega Antonello Ruggeri. “Ma anche ambientale, in quanto l’energia prodotta proviene da fonti rinnovabili come il fotovoltaico. Poi c’è il beneficio sociale: si stimola l’aggregazione sul territorio e si educano i cittadini a una cultura rivolta alla sostenibilità urbana, coinvolgendo tutte le fasce della popolazione”.
“È bene chiarire – conclude Ruggeri – che la realizzazione di un progetto del genere è complessa per molti motivi: vuoi perché la legislazione in materia è ancora in fase embrionale, vuoi perché i passi da compiere sono molteplici. Va costituita un’associazione o cooperativa, vanno raccolte le adesioni di cittadini, commercianti e potenziali produttori. Penso, ad esempio, agli agricoltori con l’installazione di pannelli solari su capannoni o stalle”.
newsletter 08 – gennaio 2023

