“Angelo D’Ubaldo che perse tuttu forché l’amore” non andrà in scena. Alfredo Graziani: “Ci sono molti perché: anche che forse è finito un ciclo”. Tra gli eventi clou un’opera di Luciano Minestrella: “Una lieta novella”
Fitness, cinema e animazione. Il calendario degli eventi per il Natale a Magliano Sabina offre opportunità un po’ per tutti i gusti e le età, ma il grande assente non passa inosservato. Dopo anni e anni di tradizione ininterrotta, fatta eccezione per il periodo del covid, quest’anno non ci sarà la commedia di Natale. Una sorpresa che ha lasciato con l’amaro in bocca moltissimi cittadini che, nella pianificazione di pranzi e visite ai parenti, avevano da sempre lasciato lo spazio per la serata o il pomeriggio al teatro Manlio.
Unica rappresentazione in programma, il 20 dicembre alle ore 21, è una commedia in due atti di Daniela Guarisco intitolata “#Iliade” portata in scena da studenti e prof delle Superiori di Magliano (ingresso su prenotazione allo 333.6391427). Sotto Natale, quest’anno, le porte del teatro si apriranno poi per le proiezioni di quattro film, tra il 22 e il 30 dicembre, rispettivamente per: “Rapito” di Marco Bellocchio il 22 dicembre; “Il grande giorno” di Aldo, Giovanni e Giacomo, il 26 dicembre; “Il sol dell’avvenire” di Nanni Moretti, il 29 dicembre e “Belle & Sebastien – Next Generation”. Il 30 dicembre, il sipario resterà chiuso.
Questione di poco tempo per prepararla? Poco ricambio negli attori? Poco entusiasmo e voglia? Testo forse troppo serio? Fine di un ciclo? Si sa che per tutto c’è un inizio ed una fine.
Alfredo Graziani
“La commedia era pronta” conferma Alfredo Graziani, scrittore e regista delle commedie in vernacolo maglianese. “Angelo D’Ubaldo che perse tuttu forché l’amore”, questo è il titolo del copione di quella che avrebbe dovuto essere la commedia del Natale 2023. Ma il testo resterà nel cassetto. Perché? “Sul perché potrei dare più risposte – commenta Alfredo Graziani – Questione di poco tempo per prepararla? Poco ricambio negli attori? Poco entusiasmo e voglia? Testo forse troppo serio? Fine di un ciclo? Si sa che per tutto c’è un inizio ed una fine”. Tante domande, dunque, e nessuna risposta certa.

L’unica certezza è che, per quest’anno, al netto delle celebrazioni religiose che si svolgeranno, come di consueto il 24 dicembre alle 23.30 e il giorno di Natale alle 11 in Cattedrale, l’unico momento vero di aggregazione per lo scambio degli auguri tra cittadini sarà il 23 dicembre in piazza Garibaldi con animazione e giochi per bambini, vin brulé e castagne, a cura dalla frutteria Ridolfi e, per i più atletici, con l’edizione natalizia dello “Street workout”, la corsa per le vie della città a ritmo di musica in cuffia.
Anche una Befana in piazza con il Rotary club
Per gli amanti delle tradizioni, poi, in chiusura delle feste, l’appuntamento sempre in piazza con la Befana del Rotary club “Sabina Tevere” alle 15, il 6 gennaio; mentre, per chi ama l’arte e la scultura, l’occasione sarà offerta da Luciano Minestrella che, dal 23 al 25 e il 31 dicembre e poi ancora il primo, 5 e 6 gennaio, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19, esporrà la sua opera dal titolo “Una lieta novella” nei locali dell’ex lavatoio comunale.
Quale è la lieta novella proposta da Minestrella
“La memoria del luogo, la materia plasmata, gli accadimenti nel mondo, il Presepe di Francesco e le Città Invisibili di Calvino si intrecciano e insieme raccontano ‘Una lieta novella’” spiega Minestrella “Non so se qualcuno ricorda la storia ,vera o presunta tale, di una folta schiera di bambini e ragazzi che si misero in cammino per andare alla Crociata, è così che nella mia mia mente ho visto il muro che in Terra Santa separa due popoli squarciarsi e da quella salvifica ferita uscire a schiera bambini israeliani e palestinesi senza vessilli e armi e insieme andare alla ricerca di…”
Nella mia mia mente ho visto il muro che in Terra Santa separa due popoli squarciarsi e da quella salvifica ferita uscire a schiera bambini israeliani e palestinesi senza vessilli e armi e insieme andare alla ricerca di…
Luciano Minestrella
“Ebbene – prosegue Luciano Minestrella – per quel manipolo di anime vaganti abbiamo aperto le porte e le finestre dell’antico Lavatoio comunale per mondare, come facevano con gli indumenti in quel luogo le nostre nonne e madri, i loro occhi dalle immagini di orrore e i loro cuori dall’odio che incute reciproco terrore e gioire così della vita vera ritrovata e della quiete che sa donare una città dalle cupole d’oro immaginata. Non so se sia una ingenua illusione, ma sono certo che profetico è quel sogno che non svanisce alla prima luce del mattino”.
newsletter 17 – dicembre 2023
