L’idea di realizzare la Natività in una piazzetta della collina è venuta insieme a Alessandro Conforti e Klara Krapez e ha coinvolto tutti i vicini. Il racconto di uno dei maglianesi che da decenni si dedica all’arte presepiale
Sono cinquant’anni di storie quelli che legano Paolo Gioia all’arte del presepe. E altrettante sono le sue creazioni. L’ultima, una delle più grandi, posizionata proprio di fronte alla sua abitazione nella frazione di Colle Cece, è quella di cui dice di andare più fiero.

“Fin da quando ero bambino ero affascinato dal presepe. La storia di questa passione comincia da una delusione” racconta Paolo. “Da ragazzino ne avevo realizzato uno per partecipare a un concorso indetto dall’allora parroco di Magliano don Carlo che avrebbe decretato il più bel presepe in casa. La giuria, quell’anno, era composta dal professor Masi di educazione artistica, dall’ispettore Corrado Candidi e da mio fratello Clemente. I giudizi che ricevetti furono alti tranne che da parte di mio fratello che mi diede un cinque”.
Un giudizio dato per non avvantaggiare un fratello? Chissà. “Fu per colpa di quel voto così basso che mi piazzai terzo. Da quel giorno promisi a me stesso che avrei continuato a realizzare presepi senza mai più partecipare a un concorso perché sono convinto che ogni creazione rappresenti il proprio modo di sentire e la personale concezione dell’immagine e quindi non può essere giudicata con nessun voto”.
La promessa fatta a se stesso da Paolo, suo malgrado, qualche anno più avanti non sarebbe stata mantenuta. “In occasione di un concorso indetto a Rieti una delle installazioni che avevo realizzato con un gruppo di concittadini di Madonna degli Angeli vinse il primo premio. In quel caso fu uno di noi a iscrivere il presepe, allora realizzato in chiesa, senza dirci nulla. Ma fu una bella soddisfazione per tutti”.

Ogni anno un’idea diversa, materiali diversi, circuiti diversi. “In ogni presepe non ho fatto mai mancare la parte elettronica – continua Paolo che nella vita ha lavorato sempre in banca, ma nel cassetto conserva un diploma da perito elettronico – Un anno la Pro Loco lanciò l’iniziativa ‘Un presepe per rione’. Io abitavo in via dell’Asilo e insieme a papà Tripoli e ad Alida Poeta che veniva dalla scuola di arte pittorica realizzammo un presepe bellissimo”.
“Alida – prosegue Paolo Gioia – dipinse i personaggi su alcune sagome di compensato alte un metro e mezzo e poi, utilizzando dei fogli di pellicola trasparente inserimmo delle luci che davano ai soggetti un effetto celestiale. Di quella creazione conservo ancora una foto che ho fatto riprodurre su tela e incorniciato”.

Dal rione, nel corso degli anni, le installazioni sono arrivate alla chiesa, quella della Madonna degli Angeli e ora sulla collina dove Paolo Gioia vive con sua moglie Mirella e dove sono cresciuti i figli Luca, Filippo e Simone. “La chiesa rappresenta senza dubbio un ambiente suggestivo per ospitare la Natività – dice Paolo – ma gli orari in cui questa è visitabile è sono sempre molto ristretti perché legati agli orari di apertura. Quest’anno, dunque, chiacchierando con due vicini di casa, Alessandro Conforti e Klara Krapez, è nata l’idea di realizzarne uno proprio qui in questa ‘piazzetta’ davanti casa”.
“Abbiamo cominciato a parlarne con i nostri vicini e fin da subito, da parte di tutti, l’idea è stata accolta con grande entusiasmo. Ognuno ha contribuito come ha potuto e voluto. Il risultato è stato un presepe realizzato al 90 per cento con materiare di recupero e un grande lavoro di squadra andato avanti per circa due mesi”.

Il presepe ha ricevuto sabato 20 la benedizione del parroco don Vito (con festicciola a base di dolci e vin brulé e suono di zampogna), con la partecipazione del sindaco e di una trentina di residenti. Sarà visitabile in ogni momento fin dopo la Befana. “Il momento migliore per farvi visita – suggerisce Paolo – è all’imbrunire, quando la suggestione già forte data da alcuni rumori ambientali come quelli del bambino che piange, il fabbro che forgia il ferro e il belato delle pecore e dalle musiche di Ennio Moricone, si amplifica grazie all’illuminazione artistica che accende i pannelli di plexiglass fotografico con cui abbiamo realizzato le figure del presepe”.
Incontri newsletter 35 – dicembre 2025

