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Il futuro addio ai casellanti dell’A1: una figura storica che scompare

Il telepedaggio e l’automazione iniziano a sostituire gli esseri umani anche alla barriera del casello dell’Autosole di Magliano. La fine delle interazioni con volti familiari. Ecco cosa hanno rappresentato

Era il 19 settembre 1963 quando venne inaugurato il tratto autostradale Roma Nord-Magliano Sabina. Da quel giorno anche i maglianesi cominciarono a prendere confidenza con una figura inconsueta che presidiava il nuovo casello della A1: l’esattore, anche se, per tutti, era “il casellante”.

Il suo ruolo era quello di distribuire, in entrata, i voluminosi biglietti perforati che venivano letti da un arcaico sistema meccanografico e, in uscita dal casello, di riscuotere il relativo pedaggio. Era rigorosamente in divisa ed il cappello di ordinanza lo rendeva più simile ad una guardia giurata piuttosto che a un impiegato qual era.

Una presenza fissa e rassicurante

Divenne una presenza fissa, per alcuni anche rassicurante nonostante pretendesse il versamento di una gabella per autorizzare il transito di una vettura. Questo fatto, è ovvio, lo rendeva inviso a una bella fetta di automobilisti che consideravano – e considerano ancora – un furto legalizzato il pagamento del pedaggio.

Il casello appena inaugurato (immagine conservata nell’Archivio Guido Poeta)

La mano anonima del casellante

La sua mano anonima, prima del volto, spuntava dalla cabina e ritirava il denaro. Di norma un’operazione tanto veloce quanto asettica dal punto di vista dei rapporti umani. Ma quando c’era, da parte del cliente, una richiesta da esaudire come informazioni per raggiungere una meta (il navigatore non era ancora stato inventato), la presenza di eventuali code o di incidenti, le condizioni meteo, la richiesta di un carro attrezzi o di una officina, di un’ambulanza o l’ubicazione di un ospedale, di un posto per dormire o di un ristorante per un pasto, miracolosamente si creava quell’empatia che riesce ad avvicinare due perfetti sconosciuti.

Incontri speciali al casello

In un’epoca in cui non era pensabile il pagamento esteso con carte di credito tanto meno con il Telepass, con il cliente tutto avveniva vis-a-vis. Ed allora capitava di imbattersi con un cantante famoso come Michele Zarrillo e improvvisare un siparietto canoro (da quasi sconosciuto aveva suonato col suo gruppo a Magliano) oppure in un regista come Luciano Salce e con grande faccia tosta proporgli di installare in cabina una cinepresa per immortalare l’umanità più disparata. Ma anche aiutare l’avvenente attrice della TV a montare catene da neve sulla propria vettura e sentirsi ripagato da un sorriso smagliante. Capitava anche di ospitare, di notte, in cabina, a luci spente, i carabinieri in borghese che attendevano un’auto segnalata.

La fine di un’epoca

A brevissimo la mitica figura dell’esattore sparirà soppiantata dal Telepedaggio. La targa della nostra auto verrà rilevata in entrata da una telecamera così come una telecamera la rileverà in uscita. Il pedaggio così calcolato ci verrà recapitato direttamente a casa. Non più biglietti, non più carte, non più contestazioni. Non più casellanti: un altro pezzo di vita che scomparirà, un altro lavoro sacrificato nelle fucine di una tecnologia inarrestabile. Che dire: è il progresso bellezza!

Incontri newsletter 23 – luglio 2024