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Rendiconto in rosso per il Comune, troppi i soldi “da tenere da parte”

Oltre un milione sotto, nonostante il risultato di amministrazione abbia sfiorato i sette milioni di euro. Il nodo dei residui attivi: Palazzo Vannicelli ha oltre 12 milioni di crediti che deve riuscire a incassare. Ma Magliano non è in deficit

Approvato in extremis il 30 aprile 2026 — ultimo giorno utile per legge — lo schema di rendiconto dell’esercizio 2025 del Comune. Magliano Sabina esibisce un risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 pari a 6.914.644,02 euro. Una cifra che, a prima lettura, potrebbe sembrare rassicurante, ma che in realtà non lo è, in quanto la somma è quasi interamente assorbita da accantonamenti obbligatori e vincoli di legge che lasciano una parte realmente disponibile con un valore negativo di 1.307.580,25 euro. Insomma, la tabella dei conti alla fine segna rosso.

Ecco come stanno le cose. Il risultato di amministrazione –cioè la somma tra denaro in cassa e crediti da incassare, da cui sottrarre debiti da pagare e somme stanziate per pagare spese già pianificate – è sì positivo per 6,9 milioni, ma poi bisogna tenere conto di altre voci che devono essere tolte.

  • La “parte accantonata”, cioè una quota del risultato di amministrazione che la legge obbliga al Comune a tenere da parte come riserva prudenziale, senza poterla spendere, è pari a 7,2 milioni dei quali: 5,8 per un fondo riservato a crediti di dubbia esigibilità (tasse, multe ed altri crediti non riscossi); 1,2 milioni per le anticipazioni di cassa ricevute dallo Stato e che vanno restituite e 184 mila euro accantonate per le cause legali.
  • La “parte vincolata”, pari a 911 mila euro e relativa a soldi che il Comune ha già incassato per uno scopo specifico e che può spendere solo per tale scopo.
  • La “parte destinata” agli investimenti per 21 mila euro.

Alla fine, il risultato “disponibile” e cioè quello che il comune potrebbe teoricamente usare con una certa libertà, per esempio per anticipare il pagamento di debiti o per coprire spese impreviste non previste in bilancio, è in realtà negativo. Ciò significa che se il Comune dovesse oggi onorare tutti gli accantonamenti obbligatori e rispettare tutti i vincoli di legge, il risultato di amministrazione non solo si azzererebbe: andrebbe in negativo per oltre 1,3 milioni di euro, importo che quindi verrà iscritto nei bilanci futuri come quota di disavanzo da ripianare.

Il nodo dei residui attivi: 12,3 milioni di crediti

I residui attivi totali, che al 31 dicembre 2025 ammontano a 12.378.056,10 euro, sono costituiti da entrate accertate ma non ancora riscosse: tributi non pagati, trasferimenti attesi, sanzioni, contributi per investimenti assegnati ma non ancora erogati.

Il Fondo anticipazioni di liquidità: una zavorra

Il Fondo anticipazioni di liquidità (Fal) accantonato nel risultato di amministrazione ammonta a 1.168.887,85 euro. Si tratta del debito residuo derivante da anticipazioni di cassa concesse dallo Stato. La delibera di giunta riconosce esplicitamente che l’ente è stato richiamato dalla Corte dei Conti, Sezione di Controllo per il Lazio, per quote di Fal “erroneamente non recuperate” relative alle annualità 2023 e 2024. Nel 2025 l’ente ha assorbito queste quote per un totale di 147.490,02 euro (nota istruttoria CdC Lazio n. 9332 del 29/10/2025).

Condanne: un rischio da oltre 450 mila euro

La relazione ricognitoria sul contenzioso descrive uno stato del contenzioso in evoluzione negativa per l’ente, con due sentenze sfavorevoli già emesse nei confronti della società “3P Immobiliare”. Il fondo per il contenzioso accantonato ammonta a 184 mila euro, mentre l’esposizione già accertata dalle sentenze supera i 447 mila. C’è dunque uno scoperto potenziale di oltre 263 mila euro tra il rischio già giudicato e il fondo costituito.

Anche su questa voce di bilancio si era acceso il faro della Corte dei Conti che, nella deliberazione 11/2026, aveva scritto: “I dati trasmessi dall’Ente danno evidenza di ritardi nel riconoscimento dei debiti fuori bilancio risalenti nel tempo, ancorché́ derivanti da sentenze. Il ritardato riconoscimento contribuisce altresì a distorcere la rappresentazione complessiva degli equilibri di bilancio”. Un gap che rimane, considerando che la relazione di accompagnamento allo stato del contenzioso afferma che quello di 184 mila euro è “l’importo massimo accantonabile per non ingenerare maggiore ed ulteriore disavanzo ordinario rispetto a quello straordinario già oggetto di recupero trentennale, poiché ciò ingenererebbe difficoltà finanziarie che sommate anche al disavanzo del Fondo Anticipo Liquidità ingesserebbe questo comune irrimediabilmente”.

Il Comune di Magliano però non è deficitario

Con due parametri deficitari su otto, Magliano Sabina rimane formalmente fuori dalla soglia di ente strutturalmente deficitario (quattro parametri). Ma i due “rossi” non sono di poco conto: il disavanzo da ripianare incide oltre la soglia dell’1,20% sulle entrate correnti e l’ente riscuote meno del 47% di quanto dovrebbe incassare.

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