Al termine della stagione del Manlio, il direttore Luciano Minestrella tira un bilancio. La struttura vive di finanziamenti pubblici, abbonamenti e biglietti. L’aspirazione è quella di arrivare all’autosufficienza
Sabato primo aprile si è conclusa la stagione 2023 del Teatro Manlio. I cinque spettacoli in cartellone per gli adulti e i due spettacoli del teatro per i ragazzi hanno riempito la sala che ha affrontato la sua seconda stagione teatrale dopo la chiusura per la pandemia. “La stagione teatrale del 2023 è stata buona”, dice Luciano Minestrella, direttore del Manlio.
“Stiamo assistendo a un ricambio generazionale: la campagna abbonamenti ha visto aumentare la platea dei sessantacinquenni e una maggior presenza di spettatori dai 40 anni in su. Ha seguito la stagione anche la comunità più giovane”. Agli spettacoli hanno assistito in tutto 1.100 adulti più 280 ragazzi delle scuole di Magliano. “Però si può e si deve migliorare: occorre coinvolgere maggiormente i ragazzi delle scuole”, annota Minestrella.

Il cartellone del Teatro Manlio – che fa parte dell’Atcl dal 1998 – quest’anno è stato caratterizzato, per scelta deliberata, dal tema della pazzia. Argomento toccato da Una compagnia di Pazzi di Antonio Grosso, spettacolo proposto anche in una matinée agli studenti delle Superiori, e ne L’Oreste, spettacolo innovativo nel quale l’animazione grafica interagiva con il protagonista, che ha messo in scena con molta sensibilità l’argomento malattia mentale.
Gli altri progetti teatrali offerti al pubblico hanno sollecitato l’introspezione e la ricerca di risposte degli spettatori di fronte alle esperienze della vita e ai condizionamenti sociali. Il Manlio ha offerto opportunità di divertimento intelligente anche ai bambini della scuola dell’infanzia di Magliano, Montebuono e Calvi incantati da Tangram (un rompicapo cinese con figure geometriche che hanno raccontato storie combinandosi) e a quelli della primaria con Moun, portata dalla schiuma e dalle onde di Rascal.
Un’offerta teatrale da media e grande città
“L’offerta teatrale del Manlio cerca di accontentare il pubblico e spaziare fra le proposte. Offriamo un cartellone proposto nei teatri di medie e grandi città”, sottolinea il direttore del teatro. “Oggigiorno fare cultura è una lotta. La scuola, gli insegnanti, le famiglie, dovrebbero impegnarsi di più nell’avvicinare i giovanissimi all’arte e al teatro. Occorre spronarli ad assistere e a recitare: il teatro è specchio di vita, garantisce socializzazione, è sperimentare, mettersi in gioco. Al momento il teatro è fuori dalle scuole di Magliano o, quanto meno, non ci sono più i professionisti del settore a farlo”.
Occorre spronare i giovanissimi ad assistere e a recitare: il teatro è specchio di vita, garantisce socializzazione, è sperimentare, mettersi in gioco.
Luciano Minestrella
Il Teatro Manlio vive di finanziamenti pubblici, ai quali si affiancano le entrate degli abbonamenti e della vendita dei biglietti. L’aspirazione è quella di arrivare all’autosufficienza che consentirebbe di sperimentare e innovare. “Si diceva che dopo il Covid 19, che ci ha tenuti rinchiusi e lontani gli uni dagli altri, tutto sarebbe cambiato. In realtà stiamo tornando indietro”, osserva amaramente Luciano Minestrella. “Nel teatro non si cerca il nuovo, si è diventati prudenti, si preferisce mettere in scena storie trite e ritrite, quasi banali o rappresentazioni popolari”. Le attività che ruotano attorno al Manlio non si limitano all’arte drammatica: basti ricordare l’installazione lignea dedicata a Willy Duarte Monteiro, la mostra permanente al Museo civico dedicata agli alberi o quella delle maschere.

Luciano Minestrella ha ringraziato con un messaggio sulle porte del Teatro Manlio tutti coloro che hanno partecipato alla stagione teatrale 2023. Un grazie che estende anche al Ministero della Cultura, alla Regione Lazio, al Comune di Magliano Sabina e all’Actl. “Vuole essere questo un appuntamento annuale che accolga quelle compagnie teatrali che, girando per l’Italia e percorrendo la Grande Strada, salgano a proporci frammenti diversi di arte, che arricchiscono di sicuro la nostra cultura e nello scambio rafforzano quel sentirsi parte di un bene immateriale comune” dice Minestrella.
(Nella foto di copertina: Una compagnia di pazzi, scritto e diretto da Antonio Grosso)
newsletter – settembre 2022

