Crescendo per le tariffe per uso domestico residenziale. Pagano sempre di più i cittadini con casa a Magliano. Per chi ha una seconda casa la quota annuale per il servizio acquedotto è aumentata di 25,64 euro dal 2021
Le nuove bollette sono tra noi. Ma forse solo i più attenti se ne accorgeranno. Le tariffe per l’acquedotto sono infatti aumentate: l’acqua potabile a Magliano Sabina (e nel resto della provincia) costa di più. Di quanto? Rispetto allo scorso anno le bollette per uso domestico residenziale – insomma per i residenti nella cittadina in maniera stabile – saranno più care dell’8,43%.
Si dirà che tutto sommato non è poi tanto, che – forse – è un aumento fisiologico. Il guaio è che, per rimanere in tema di acqua, il consumatore costretto a servirsi da Acqua pubblica sabina (Aps) dal 2021 a oggi sta facendo la fine della rana nella pentola. Il bollore, cioè i prezzi, è cresciuto lentamente in cinque anni e l’utente rischia di cuocere senza accorgersene. Infatti i prezzi per le forniture di tipo domestico residenziale sono aumentate nel periodo 2021-2025 del 38,22%.
La stangata sulle abitazioni dei non residenti
Guai poi ad avere una seconda casa a Magliano, perché la quota fissa da pagare come minimo tariffario per acquedotto – anche se non si consuma nulla – è di ben 92 euro e 70 centesimi l’anno per il 2025. Il prezzo lo scorso anno era di 84,49 euro. Sono oltre 8 euro in più, rispetto al 2021 – quando se ne pagavano 67,06 – ci sono 25,64 euro di differenza. E come per i residenziali domestici ovviamente in bolletta poi andranno anche le quote fisse per fognatura e depurazione.
Un aumento che era stato bocciato a dicembre
A onor di cronaca il 23 dicembre scorso la Conferenza dei sindaci Ato 3 (Ambito territoriale ottimale), composto da 81 sindaci, di cui 73 della provincia di Rieti e otto della sabina romana, avevano bocciato – con una decisione storica – lo schema tariffario dei servizi idrici elaborato da Aps per il quinquennio 2025/2029. Uno schema che prevedeva appunto un aumento della tariffa dell’acqua dell’8% nel 2025, del 5% nel 2026, del 3% nel 2027 e del 2% negli anni a seguire.
Scarica l’articolazione tariffaria 2025
Eppure oggi ritroviamo quell’8% in bolletta. Cosa è accaduto? È avvenuto che i comuni e i sindaci, riunitisi per una seconda volta sulla stessa questione il 20 marzo, non sono rimasti compatti nel “no” (ad esempio anche Magliano, che a dicembre aveva lavorato a una mediazione tra favorevoli e contrari, ha accettato delegando il voto a Poggio Mirteto). Insomma, le amministrazioni hanno dato seguito alla originaria richiesta di Aps di alzare le tariffe per l’incremento del costo dell’energia elettrica, per l’inflazione e per gli investimenti effettuati per migliorare la rete idrica. Ovviamente, inutile dirlo, quest’ultima affermazione fa sorridere amaramente.
Incontri newsletter 29 – aprile 2025
