Nonostante l’aumento dei tassi i cittadini si indebitano (a tasso fisso) per acquistare immobili. Un fenomeno per certi versi sorprendente. Ecco come funziona l’accesso al credito a Magliano
Sui mercati negli ultimi anni è accaduto un po’ di tutto: il decennio passato è stato caratterizzato dalla cosiddetta “epoca dei tassi zero”, quello attuale si è aperto invece con la pandemia che – tra i tanti effetti – ha avuto quelli principali di provocare una nuova impennata dell’inflazione e il conseguente rialzo dei tassi. Siamo andati a vedere come tutto questo ha inciso sull’economia di Magliano Sabina. E i risultati ci hanno lasciato anche un po’ sorpresi: aumenta l’accesso ai mutui, nonostante il denaro costi di più.
Premessa fondamentale: l’invecchiamento e il calo demografico a Magliano, uniti ad un andamento economico negativo che ha subito un effetto irreversibile con la chiusura dell’ospedale “Marzio Marini” a fine 2011, avevano già preparato una situazione di decrescita di numero dei depositi bancari dei maglianesi e del loro ammontare medio. La pandemia ha fatto il resto. Il tutto a conferma che le variate condizioni di mercato non hanno inciso chissà quanto su quel poco di ricchezza che c’è a Magliano e che è concentrato in mani agricole e nel settore della ristorazione, mentre il commercio continua ad accusare il declino.

I tassi dei mutui sono passati dallo 0,9% al 4-5%
L’andamento dei prestiti a Magliano fa anche registrare un dato in controtendenza, come si diceva. Ed è quello relativo ai mutui per acquisto della casa. Il rialzo dei tassi ha comportato l’aumento degli interessi sui mutui: se prima del Covid, nella cosiddetta era dei tassi zero, giravano tassi di finanziamento pari allo 0,9%, attualmente le migliori condizioni non vanno sotto il 4% e si attestano su di una media del 5%. Cambia anche il tipo di tasso che si sceglie: c’è una migrazione dal variabile al fisso, considerando che la tendenza attuale delle banche centrali è quella di insistere sul rialzo dei tassi.
Nonostante il rialzo degli interessi richiesti dalle banche sui mutui, sono dunque aumentate le persone che accendono prestiti per comprare le case sul nostro territorio, probabilmente spinte dall’effetto combinato della volontà di investire la liquidità risparmiata sotto il Covid e dal livello dei prezzi delle abitazioni di gran lunga più basso rispetto ad altri centri limitrofi. C’è inoltre la possibilità di poter rinegoziare il mutuo o surrogarlo stipulandolo con una banca diversa, queste opzioni possono essere attivate nel momento in cui i tassi ricominceranno ad avere un trend discendente (non prima del 2024, stando alle attuali previsioni dei mercati).
Tre canali “bancari”: Unicredit, Bper e Poste
Attraverso quali canali si accede al credito a Magliano? Ci sono due banche e un ufficio postale. Le banche sono l’Unicredit, che tuttavia è accessibile al pubblico solo due volte a settimana per consulenza finanziaria e che ha automatizzato completamente le tradizionali operazioni allo sportello, la Bper (“pronipote” della vecchia Banca Maglianese dopo i tanti passaggi per Banca Popolare dell’Alto Lazio, Banca Etruria e Ubi) che ha inglobato anche i correntisti della filiale di Montebuono dopo la chiusura di quest’ultima. Le Poste, infine, concedono finanziamenti con pacchetti standardizzati per tipologia di cliente (persona fisica o attività imprenditoriale), ammontare e costo del finanziamento.

Il panorama creditizio per le imprese locali
Sul lato industriale, nulla da segnalare dopo la chiusura dell’Officina Pulifici e il tentativo di riconvertirla. Unica eccezione è data dalla Toni System, azienda che ha allargato il sito produttivo in località San Biagio per la produzione di accessori e componenti per armi che esporta in Europa e nel florido mercato statunitense. Un’altra eccellenza come la Bonamici Racing, di proprietà maglianese al 100%, è stata comunque costretta a insediare i capannoni a Otricoli.
Ma come si finanziano le realtà economiche locali e quanti tipi di accesso al credito hanno? Il settore agricolo continua a usufruire del canale privilegiato delle cosiddette “cambiali agrarie”: un titolo di credito a tutti gli effetti, simile alla cambiale tradizionale seppur con alcune agevolazioni fiscali, che consente all’agricoltore di ottenere un prestito della durata massima di 12 mesi senza dover portare in garanzia dei beni immobili da ipotecare (anche se spesso le banche chiedono garanzie alternative). In caso di difficoltà è possibile rateizzare il prestito fino a 60 rate in 5 anni, una al mese quindi.

Nel territorio maglianese, anziché ricorrere a questo tipo di finanziamento presso gli istituti di credito, gli agricoltori preferiscono avere accesso alle cambiali agrarie dell’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare): questo istituto veicola i finanziamenti europei per l’agricoltura e concede prestiti con iter più snelli e a condizioni più convenienti rispetto alle banche. Le aziende commerciali ricorrono invece a modalità di finanziamento più tradizionali come l’anticipo su fatture oppure gli scoperti di conto corrente.
newsletter 13- giugno 2023

